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"Perché l’universo, perché la vita, perché noi?". La scienza,
intesa come cultura, come conoscenza pura, figlia
del desiderio di sapere e non del bisogno, non si chiede: “a che cosa
serve?”, ma si interroga sulle domande fondamentali,
indagando
nei territori senza
separazioni fra scienza del vivente, del non vivente e della coscienza.
La vecchia scienza, quella che tutti conoscono, non è mai stata cultura, cioè
strumento di elevazione spirituale, bensì strumento di alienazione dalla propria
umanità. A causa della "hybris" di quella scienza riduzionista,
determinista, meccanicista, disumanamente solo razionalista, ripetitiva,
universalista, separatista e volutamente sconnessa, l'uomo, ritenendosi oltre e
sopra la natura, si è sentito autorizzato ad impadronirsene. Ma la scienza di
Newton, quella ancora insegnata in tutte le scuole, non esiste più. Il "Times"
del 7 novembre 1919 titolava: "Rivoluzione nella Scienza. Demolite le idee di Newton".
Ma l'Umanità non ha avuto finora il coraggio di farlo. Eppure la fisica classica
di Newton è completamente screditata come risposta ai problemi fondamentali che
riguardano che cosa sia il mondo.
È veramente urgente divulgare, su vasta scala e rapidamente, la
coscienza del cambiamento radicale e profondo del paradigma scientifico,
avvenuto nella Nuova Fisica per merito della Relatività, della Meccanica
Quantistica e della Complessità. Tale cambiamento di portata
epocale può decidere della possibilità di sopravvivenza del genere umano
all’attuale crisi culturale, che si manifesta nelle carenze energetiche e nei
rapporti con l’ambiente. Sono in crisi profonda sia le relazioni
intraspecifiche, sia quelle interspecifiche, a causa del permanere di un
paradigma scientifico e filosofico, quello riduzionistico e meccanicistico,
completamente obsoleto e fonte di conflitti a tutti i livelli.
Forse è proprio per la paura di questo cambiamento, potenzialmente così profondo
e radicale, che la Nuova Fisica non sostituisce nei curricoli accademici e
liceali il paradigma classico newtoniano, né viene fatta oggetto di una seria divulgazione culturale di massa. Il
problema ha dimensione globale, poiché questa è la situazione nei sistemi di
istruzione istituzionali in tutto il mondo.
Se volete imparare il
futuro e non il passato, cominciate da qui. |